Nicolò Rusca

Nacque a Bedano nel Cantone Ticino da antica e illustre famiglia comasca.
Compì gli studi superiori nel Collegio Elvetico, istituito in Milano da S. Carlo Borromeo nel 1579.
Ordinato sacerdote il 23 maggio 1587, fu per due anni in diocesi di Como.
Poi obbedendo alle vive pressioni dei Sondriesi e del vescovo Niguarda, dovette accettare suo malgrado l'importante travagliata arcipretura di Sondrio: non aveva che 27 anni.
Dotato di vasta e sicura dottrina e di mirabili energie morali, in breve egli divenne il più valido baluardo e il restauratore della fede in Valtellina.
Teologo valente e abile controversista, partecipò a varie dispute con i protestanti, a Tirano (1595-97) e a Piuro.
Per la sua indefesta e ardente attività si guadagnò, con l'amore entusiasta dei cattolici, l'odio e la calunia dei predicanti calvinisti.
Nel 1617 si oppose con straordinaria energia all'apertura di un collegio eretico a Sondrio. Ciò fu la causa occasionale di violente agitazioni protestanti contro di lui. Arrestato di sorpresa nella notte del 24 luglio 1618 e tradotto a Coira per il passo del muretto, nei giorni 3 e 4 settembre fu dal tristemente famoso tribunale penale sottoposto a prolungate e spietate torture.
Morì tra quegli spasimi a 55 anni di età.
Dal 1852 le sue ossa riposano nella collegiata di Sondrio.
E' stato beatificato il 21 aprile 2013.

Pagina curata da Alessandro e Andrea Barbonetti

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